Tana libera tutti
Sto lavorando ardentemente alla stesura dell’ultimo brano del disco. Ci sono in programma dure prove di fatica, concentrazione capillare e totale abnegazione artistica per i prossimi cinque mesi
Non è semplice creare un disco, perché bisogna far girare simultaneamente e alla perfezione tanti piccoli ingranaggi, bisogna far collimare con precisione l’una sull’altra tutte le fasi di lavorazione, dalla selezione dei brani giusti, la stesura delle parti musicale, l’interpretazione vocale, le registrazioni dei musicisti, gli umori e i rumori delle persone che lavorano al progetto e molto altro ancora.
A questo aggiungete che non amo affatto la fretta e sono, da questo punto di vista, un insopportabile maniaco della perfezione.
Parlo della cura dei testi, dello studio minuzioso dell’interpretazione canora dei brani, della messa a punto di ogni singolo aspetto dell’arrangiamento.
In questi giorni mi sto accorgendo che i miei brani possono cambiare volti in maniera quasi spaventosa. E’ stupendo vedere come può mutare completamente una tua canzone, attraverso il punto di vista dell’arrangiatore e dei musicisti che collaborano con te , sorprendente davvero. C’è uno staff di persone validissime che trasforma, reinventa, sporca, denuda le mie canzoni quotidianamente sempre nel rispetto della composizione originale, ed è questa per me una grande opportunità di crescita artistica.
Mi sto incaponendo, come vi dicevo, nella scrittura di questo nuovo brano in 11/8. Forse sto cominciando a pensare di essermi messo nei guai da solo perché il brano, per come sta venendo su, è davvero molto complesso sia dal punto di vista ritmico che armonico e testuale. Tanto per complicarmi la vita ho deciso di basare le liriche della canzone su una raccolta di undici racconti con un unico filo conduttore. Non dico di più, se non altro perché devo ancora finirlo di scrivere!
Inizia una nuova storia
Da “Questa Storia” , album di recente passato targato 2007, siamo arrivati a “Tana libera tutti” e mi sembra passato un battito di ciglia. Invece no. Sono passati tre anni intensi, di rivoluzioni interiori di passi indietro che poi a vederli meglio, sono i veri passi in avanti, di parole nuove, di illusioni ottiche e mentali che inevitabilmente hanno forgiato il mio mondo interiore e, come è normale che sia, il suo naturale prolungamento: la musica.
Non so dire in maniera esaustiva come sono cambiate le mie canzoni in questi anni e sinceramente credo sia impossibile e superfluo. Quel che conta è che c’è voglia perversa e incosciente di virare bruscamente verso nuove direzioni, così senza calcolo, al di là del bello e del brutto del buono e del cattivo.
Probabilmente questa musica si è solo scrollata di dosso tante domande per nutrirsi voracemente di perentorie certezze. Questo sarà un disco proteso verso tutto ciò che è inatteso, in movimento, fluttuante, un disco caratterizzato da un suono continuamente proteso all’espressione emotiva. Posso dire un disco a servizio di quello che ho dentro? Si, finalmente si.
Tana libera tutti, a perdifiato dentro di me.

